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Marco Filippini

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Paracetamolo in gravidanza: possibili disturbi dell’attenzione per il nascituro

4 Mar 2014

Paracetamolo in gravidanza: possibili disturbi dell’attenzione per il nascituro

Il rischio di sviluppare disturbi dell’attenzione e iperattività sembrerebbe essere molto maggiore nei bambini le cui mamme hanno assunto paracetamolo in gravidanza.

A indagare questa relazione un ampio studio che ha visto coinvolte diverse università a livello internazionale, in particolare quella di Aarhus, in Danimarca, e quella della California a Los Angeles. L’indagine è stata pubblicata dalla rivista americana Jama Pediatrics e sta suscitando molta preoccupazione, dal momento che il paracetamolo è contenuto in numerosi farmaci comuni e ritenuti innocui per le donne in dolce attesa.

La probabilità di andare incontro a una diagnosi di ADHD (Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder, Sindrome da Deficit di Attenzione e Iperattività) per un bambino la cui madre aveva assunto il paracetamolo è risultata più alta del 37% rispetto alla media degli altri bambini. Inoltre, quasi il 30% dei figli delle donne che avevano fatto uso del medicinale presentava una probabilità maggiore di doversi sottoporre a un trattamento farmacologico per i disturbi sopra indicati.

Attraverso questionari compilati dai genitori, l’albo delle diagnosi dell’ADHD e le ricette compilate per il disordine dell’attenzione, sono stati presi in esame 64.000 bambini danesi, nati tra il 1996 e il 2002. Il 56% delle gestanti aveva utilizzato il paracetamolo in gravidanza.

Pur non essendo stata provata una relazione causa-effetto tra il farmaco e l’ADHD, questo studio evidenzia come tutto quanto viene assunto durante la gravidanza vada considerato molto attentamente. Il rischio più consistente è stato osservato nelle donne con un’assunzione prolungata (20 o più settimane), che è rara e potrebbe essere indice della presenza di patologie. I ricercatori non hanno, inoltre, valutato l’assunzione di altri farmaci oltre al paracetamolo, per cui non è possibile escludere che l’aumento del rischio di ADHD sia associato ad altri fattori.

Dal momento che diversi studi hanno comunque segnalato un possibile effetto dell’assunzione prolungata di paracetamolo sullo sviluppo neuro cognitivo del feto, è importante assumere questo farmaco solo se necessario e attenendosi alle dosi riportate sul foglietto illustrativo.

Fonte: Corriere.it/Salute