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Che cos'è il dolore

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Marco Filippini

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Lettura Dolore

Il batterio del botulino e quello del tetano insieme per curare il dolore cronico

15 Nov 2013

Il batterio del botulino e quello del tetano insieme per curare il dolore cronico

Dolore cronico, una nuova inaspettata arma potrebbe arrivare da un mix di molecole estratte da due temibili batteri, quello che provoca il botulino e quello all’origine del tetano.

La tossina botulinica, grazie alla sua capacità di bloccare alcuni neuroni ben selezionati, potrebbe dare origine a una sorta di analgesico, la cui azione durerebbe per mesi. Quella del tetano impedirebbe alla prima di attaccare le giunzioni neuro-muscolari, permettendole, invece, di “incollarsi” alle cellule nervose del cervello coinvolte nel dolore. Queste due pericolose tossine, quindi, se prese insieme, potrebbero celare la formula di una nuova molecola per il trattamento del dolore cronico. A renderlo noto un importante studio internazionale (Inghilterra, Italia e Australia), pubblicato sulla rivista Bioconjugate Chemistry.

I ricercatori si sono messi al lavoro per verificare nella pratica l’efficacia di questo particolare mix.  Dopo aver testato “il collante” tra le due tossine, hanno realizzato numerosi esperimenti su neuroni di roditori. Hanno iniettato a dei topi una dose del loro cocktail 100mila volte più elevata di quella che, con la tossina normale, avrebbe ucciso il 50% degli animali. Il risultato è stato che nessun topo ha avuto una paralisi muscolare e nessuno è morto. La molecola è poi stata testata nella corteccia celebrale dei topi, inducendo una perdita di reattività di fronte a stimoli visivi (prova che i neuroni si erano “addormentati”).

I ricercatori, infine, hanno provocato un’infiammazione artificiale nei topi, in corrispondenza di una zampa, e successivamente hanno iniettato la molecola nel muscolo. Durante gli undici giorni di prove hanno notato una riduzione significativa dell’ipersensibilità che avevano indotto.

Siamo quindi di fronte a una molecola particolarmente utile perché, essendo in grado di “addormentare” determinate cellule nervose, può dare indicazioni circa i meccanismi dei differenti tipi di dolore. Ed è interessante anche il suo potenziale terapeutico: una sola iniezione potrebbe alleviare il dolore per parecchi mesi.

Ma occorre percorrere ancora molta strada sul fronte della sperimentazione.

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