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Marco Filippini

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Dolore oncologico dell’anziano : oppioidi molto ben tollerati ed efficaci

29 Giu 2015

Dolore oncologico dell’anziano : oppioidi molto ben tollerati ed efficaci

Un altro studio conferma quanto più volte recentemente descritto : Nei pazienti oncologici anziani il dolore può essere gestito in modo ottimale con basse dosi di oppioidi. Inoltre, il ricorso allo “switching” tra farmaci, cioè il passaggio da un oppioide a un altro per aumentarne la tollerabilità, avviene meno frequentemente rispetto ai pazienti adulti. Questo è il risultato di uno studio condotto da ricercatori del Cancer Center la Maddalena di Palermo e dell’Università dell’Aquila. Il lavoro, pubblicato sulla rivista Drugs & Aging, ha coinvolto 412 pazienti oncologici, monitorati durante il periodo di degenza a casa, considerando a ritroso le ultime 4 settimane di vita. L’obiettivo della ricerca era quello di valutare le differenze relative a intensità del dolore, suoi meccanismi, farmaci per il dolore episodico intenso (BTP) e uso di oppiacei, tra i pazienti con dolore da cancro seguiti a casa con un programma di cure palliative. L’outcome secondario era stabilire l’efficacia del trattamento del dolore oncologico nei pazienti anziani rispetto a quelli adulti. Non sono state rilevate differenze sostanziali nell’intensità del dolore in relazione all’età. Cambiamenti significativi del dosaggio di oppioidi sono stati riportati con una relazione inversa all’età. Lo switch tra oppioidi era meno frequentemente presente nei pazienti anziani. Ciò conferma la buona tollerabilità di questi farmaci, probabilmente a causa della basse dosi utilizzate nelle persone anziane rispetto a quelle adulte. Come sottolineano gli stessi autori, è necessaria un’attenta titolazione per raggiungere un’adeguata analgesia negli anziani. Attualmente, questi pazienti, che spesso presentano un quadro clinico complesso, non vengono adeguatamente trattati e il ricorso agli oppioidi è limitato per il timore di scarsa tollerabilità. Questo studio ha dimostrato come tale timore sia infondato.

Anche dall’ Italia dunque una conferma in più.

 

Fonte: http://www.pharmastar.it/index.html?cat=23&id=18490