Chiudi

Che cos'è il dolore

Il dolore fisico è dolore dell'anima: l'evoluzione del concetto di dolore ai giorni nostri.
Ascolta la lettura.

Marco Filippini

LA MIA ESPERIENZA
A DIFESA DEL MALATO.

Un sito per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore, dolore cronico e cure palliative.



Lettura Dolore

Tumore al seno: nuovo test potrebbe ridurre il ricorso alla chemio

5 Giu 2013

Tumore al seno: nuovo test potrebbe ridurre il ricorso alla chemio

Un nuovo test genomico mostra come in molte donne la chemioterapia successiva all’operazione al tumore al seno non avrebbe alcun vantaggio

Molte donne operate per un tumore al seno potrebbero risparmiarsi la chemioterapia successiva perché su di loro non avrebbe alcun vantaggio aggiuntivo nel rischio di ammalarsi di nuovo, rispetto alla sola terapia ormonale. Un nuovo test genomico, già in uso in Italia ma in poche strutture ospedaliere, analizza l’espressione di 21 geni coinvolti nel tumore della mammella, disegnando il profilo molecolare del tumore e individuando quello con bassa probabilità di recidive o metastatizzazione.
Un aiuto per l’oncologo che può così decidere se procedere con la chemioterapia, con tutti i possibili effetti collaterali, fisici e psicologici, o fermarsi alla sola terapia ormonale perché è sufficiente. Un passo avanti importante verso una medicina a misura della singola malata.
Il test non è adatto a tutte le donne, ma solo per quelle con tumore ormonodipendente e senza metastasi ai linfonodi ascellari. “Parliamo di circa due terzi delle 40.000 malate italiane all’anno”- dichiara Paolo Pronzato, direttore dell’Oncologia medica al San Martino-Ist di Genova.
L’uso mirato di questo test genomico  ha ridotto del 45% il ricorso alla chemioterapia in USA, in Spagna del 31, in Francia del 36, del 30 in Grecia. Insomma, dopo questo esame una donna su tre candidata alla chemioterapia, non l’ha più fatta perché considerata inutile,specifica ancora Pronzato, che ne vedrebbe l’ impiego in circa sette7ottomila donne italiane.
Il test è riconosciuto dalle più importanti linee guida internazionali (l’Asco americana, l’Esmo europea, il Nccn) che ne consigliano l’utilizzo solo nei casi di incertezza terapeutica. Attualmente non è rimborsato dal Sistema sanitario nazionale.

Conferenza a Sant Gallen, Svizzera 2013