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Marco Filippini

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Terapia del dolore: nuovo allarme per gli anti-infiammatori

30 Mag 2013

Terapia del dolore: nuovo allarme per gli anti-infiammatori

Uno studio dell’Università Cattolica di Roma mostra come l’uso prolungato di anti-infiammatori aumenta rischio di infarto, ictus e morte per eventi cardiovascolari

Nuovo allarme sugli anti-infiammatori. Un gruppo di ricerca internazionale che include anche l’Istituto di Farmacologia di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma ha scoperto che l’uso prolungato di certi farmaci anti-infiammatori non steroidei è associato a un aumento di circa il 30% del rischio di infarto, ictus e morte per eventi cardiovascolari. Alcuni dei principi attivi legati a questo rischio sono il diclofenac e l’ibuprofene, mentre il naprossene non aumenta il pericolo.

I risultati arrivano da una meta-analisi realizzata da ricercatori dell’University of Oxford diretti dal professor Colin Baigent. La ricerca, pubblicata su una delle più importanti riviste scientifiche, “Lancet”, suggerisce che la scelta di una terapia di lunga durata con antinfiammatori debba essere fatta in modo ragionato, scegliendo l’antidolorifico giusto, soprattutto se il paziente è già a rischio cardiovascolare, e informando adeguatamente il paziente circa i potenziali rischi legati a questi farmaci.

I ricercatori hanno considerato i risultati di 639 trial clinici per un totale di oltre 300.000 persone coinvolte e, analizzando i dati dei singoli pazienti, hanno dimostrato che nei pazienti, in cura con alte dosi e per un tempo prolungato è emerso un rischio più elevato di complicanze vascolari, soprattutto a livello cardiaco, e un rischio da 2 a 4 volte superiore di emorragia gastrointestinale.

Tratto da AdNKronos salute – 29 Maggio 2013