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Marco Filippini

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Lettura Dolore

Terapia del dolore : ancora in discussione la Nimesulide

12 Feb 2013

Terapia del dolore : ancora in discussione la Nimesulide

La nimesulide rimane tra i farmaci più utilizzati in Italia: secondo l’ultimo rapporto Osmed è stato il secondo
antinfiammatorio non steroideo più prescritto nel 2011. Numeri in calo, probabilmente anche in seguito
alla diffusione di segnalazione di danni al fegato. Anche l’Agenzia europea dei medicinali ha rivisto le
indicazioni della nimesulide, che ora non può più essere utilizzata in modo cronico (tranne che in pomata). In
Italia resta in commercio per il dolore acuto, in alcuni casi anche rimborsata dall’Ssn.« Il rischio più importante, anche se raro, è quello di
di danni al fegato, anch’esso associato a tutti gli antinfiammatori, ma in misura più
frequente all’uso della nimesulide » spiega il Dott. Clavenna dell’ Istituto Mario Negri di Milano. All’estero il prodotto è stato ritirato in seguito alle segnalazioni di
danni epatici. Alcuni Paesi europei (Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Olanda, Spagna e Svezia) hanno
scelto di ritirare dal mercato la nimesulide. In altri ( Germania, Regno Unito e Stati Uniti )
il farmaco non è mai stato autorizzato e la Francia, che in seguito alle nuove indicazioni europee, ha deciso di
mantenerlo sul mercato, non rimborsandolo più ai cittadini. Perché allora in Italia è consentita ugualmente la commercializzazione,
tanto più che già molti Paesi lo hanno ritirato dal mercato? «Probabilmente nella decisione presa dalle
autorità italiane ha pesato il fatto che la nimesulide sia stata a lungo un principio attivo molto utilizzato e forse
non si volevano penalizzare quanti già lo prendevano traendone dei benefìci» ipotizza il dottor Clavenna.
In seguito a quanto stabilito dalla Commissione europea, l’Aifa, l’Agenzia del farmaco del nostro Paese, ha modificato le modalità di prescrizione della nimesulide. II farmaco è
acquistabile solo con la prescrizione medica, quindi con la ricetta non ripetibile. In passato, però, veniva
rimborsato dal Ssn se prescritto per il trattamento prolungato di quattro malattie (osteoartrosi in fase
infiammatoria o dolorosa, dolore legato a forme tumorali, artropatie del connettivo e attacco acuto di gotta),
mentre oggi non è più indicato a questi scopi. L’Aifa ha però stabilito, nella cosiddetta nota 66, che sia
rimborsata per il trattamento di breve durata del dolore acuto associato alle stesse malattie.Non va, inoltre, assunta
insieme ad altri antinfiammatori non steroidei, al paracetamolo e anche ad alcuni antibiotici, perché il
consumo in sinergia potrebbe aumentare il rischio di danni al fegato. Inoltre, evitare l’associazione con
alcolici, proprio per non sovraccaricare il fegato» spiega il dottor Clavenna.

Vivere Sani e Belli Febbraio 2013