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Marco Filippini

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Soglia del dolore influenzata da stile di vita e ambiente: c’è di mezzo l’epigenetica

28 Feb 2014

Soglia del dolore influenzata da stile di vita e ambiente: c’è di mezzo l’epigenetica

Un gruppo di ricercatori inglesi ha scoperto come lo stile di vita e l’ambiente a cui una persona viene esposta nell’arco della vita, attraverso processi di epigenetica, possano alterare la sua soglia del dolore.

Lo studio del King’s College di Londra è il primo nel suo genere perché ha dimostrato come la sensibilità al dolore – precedentemente considerata una costante – possa in realtà essere modificata dall’attivazione o meno di specifici geni in seguito a fattori quali lo stile di vita e l’ambiente. Si tratta di un processo di epigenetica, che riguarda l’alterazione chimica dell’espressione dei geni.

Oggetto di una pubblicazione sulla rivista Nature Communications, questo studio potrebbe avere importanti implicazioni non solo per una migliore comprensione della soglia del dolore, ma anche perché potrebbe condurre a nuovi trattamenti antalgici mirati allo “spegnimento” di determinati geni.

Dal momento che i gemelli omozigoti condividono il 100% del patrimonio genetico e ogni eventuale differenza è dovuta all’ambiente e a cambiamenti epigenetici, sono risultati i candidati ideali per questo tipo di indagine, che ne ha infatti arruolate 25 coppie.

Ai partecipanti, sottoposti all’azione di una sonda termica sul braccio, è stato chiesto di segnalare quando lo stimolo del calore diventava doloroso; in tal modo, è stata stabilita la loro soglia del dolore. Con il sequenziamento del DNA, esaminando oltre 5 milioni di marcatori epigenetici attraverso l’intero genoma e comparandoli con quelli di altri 50 individui, i ricercatori hanno scoperto che i cambiamenti chimici più significativi erano a livello di un gene noto per regolare la sensibilità al dolore, il Trpa1, già obiettivo terapeutico di farmaci analgesici.

In questo modo è stato possibile dimostrare per la prima volta che il Trpa1 ha la capacità di essere “acceso e spento” epigeneticamente.

L’autore principale dello studio, Jordana Bell, ha messo in evidenza come la possibilità di regolare il comportamento di Trpa1 e di altri geni coinvolti nella sensibilità al dolore apra un nuovo orizzonte verso lo sviluppo di trattamenti più efficaci per dare sollievo ai pazienti con dolore cronico.

Fonte: Nature Communications