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Marco Filippini

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Maggior rischio di infarto e ictus con uso prolungato di paracetamolo

16 Mar 2015

Maggior rischio di infarto e ictus con uso prolungato di paracetamolo

Uno studio britannico pubblicato sulla rivista Annals of the Rheumatic Disease mette in guardia sui possibili rischi legati all’uso prolungato di paracetamolo, uno degli antidolorifici e antipiretici da banco più diffusi.

Gli autori dello studio hanno seguito, in 8 diverse indagini, 666.000 pazienti che avevano assunto quotidianamente paracetamolo fino ad un massimo di 14 anni per lenire i forti dolori causati da artrite o gravi mal di schiena. 

I dati dell’analisi hanno mostrato come il farmaco, assunto tutti i giorni e ad alto dosaggio, aumenti del 68% i rischi di infarto e ictus. In più, il paracetamolo, che agisce inibendo l’azione delle prostaglandine (mediatori dei processi infiammatori) ed è considerato dai medici più sicuro della celebre aspirina, aumenterebbe del 50% anche il rischio di ulcera o emorragie.

I ricercatori invitano comunque alla prudenza, perché molti pazienti che hanno impiegato a lungo il paracetamolo, potrebbero aver avuto malattie che ne hanno probabilmente causato la morte prematura a prescindere dall’utilizzo del farmaco. Servono quindi ulteriori studi per poter accertare o escludere il legame tra il paracetamolo e l’aumento dell’incidenza di casi di infarto o ictus.

Per il momento è opportuno che i medici eseguano un’anamnesi completa della problematica del paziente e valutino se l’assunzione di paracetamolo possa dare sollievo al dolore, considerando anche la possibile contemporanea assunzione di altri farmaci che potrebbero contribuire all’insorgenza di effetti collaterali.

Infatti, in una comunicazione riguardo la sicurezza dei medicinali l’FDA (Food and Drug Administration) chiede alle aziende farmaceutiche di limitare la quantità di paracetamolo nei prodotti medicinali dispensabili dietro presentazione di ricetta medica. Questi farmaci sono prevalentemente associazioni di paracetamolo e oppioidi, per le quali non ci sono dati disponibili che dimostrino che dosi maggiori 325 mg di paracetamolo comportino maggiori benefici.
L’agenzia americana chiede inoltre ai professionisti sanitari di cessare la prescrizione e la dispensazione di combinazioni di farmaci contenenti dosi maggiori di 325 mg di paracetamolo. L’assunzione di dosi più basse ridurrebbe infatti rischi di insufficienza epatica e conseguenti ospedalizzazioni dovute all’assunzione involontaria di dosi elevate di farmaco.
Per quanto riguarda la situazione italiana, dalle RCP (riassunto delle caratteristiche del prodotto) reperibili sul sito dell’AIFA  si evince che la maggior parte delle combinazioni di prodotti a base di paracetamolo e codeina hanno un indicazione terapeutica che ne limita la durata del trattamento ad un massimo di 72 ore, dopo di che , in caso di persistenza del dolore bisogna rivolgersi nuovamente al medico. (Walter Marrocco – Responsabile Scientifico FIMMG)

 

Fonte: http://www.repubblica.it/salute/medicina/2015/03/03/news/studio_paracetamolo_uso_prolungato_aumenta_del_68_rischio_infarto_e_ictus-108613619/