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Marco Filippini

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Figure professionali competenti in cure palliative: via libera “condizionato” della Conferenza Stato-Regioni

12 Nov 2013

Figure professionali competenti in cure palliative: via libera “condizionato” della Conferenza Stato-Regioni

Sono state definite le figure professionali  e i relativi percorsi formativi per le cure palliative e la terapia del dolore. Nei giorni scorsi, infatti, la Conferenza Stato-Regioni è pervenuta a una bozza di accordo.

Si tratta di un indispensabile nuovo tassello nel percorso di applicazione della Legge 38/2010. Tuttavia, il testo potrebbe escludere centinaia di medici che, pur formati sul campo, non rientrano nei profili delineati. Per porre rimedio a questo rischio, la Conferenza ha espresso avviso favorevole all’accordo definito in sede tecnica, “a condizione che il Governo si impegni a risolvere entro la fine dell’anno in sede legislativa la questione dei medici senza specializzazione con esperienza triennale e che l’accordo potrà essere applicato solo dopo l’approvazione di questa norma”.

Le figure che potranno occuparsi di cure palliative per i pazienti adulti sono: medico specialista in anestesia, rianimazione e terapia intensiva, ematologia, geriatria, medicina interna, malattie infettive, neurologia, oncologia medica, radioterapia, medico di medicina generale, psicologo specialista, infermiere, fisioterapista e dietista, assistente sociale, operatore socio-sanitario. La loro attività potrà essere integrata da quella dell’assistente religioso.

La Società italiana di cure palliative (Sicp) e la Federazione italiana di cure palliative (Fcp) hanno sottolineato l’importanza di preservare le competenze acquisite in questi anni da medici senza specializzazione o con specialità diverse da quelle previste dalla disciplina. Il provvedimento è un passaggio fondamentale, ma non può non tener conto degli oltre 2.000 medici che oggi consentono l’operatività degli Hospice e delle cure palliative domiciliari.

Secondo un’indagine di Fcp e Sicp, la metà dei medici palliativisti non possiede una delle specialità indicate dalla legge 38 e un terzo non ha alcuna specialità. Si tratta di professionisti con diversi anni di esperienza, che hanno fatto la storia delle cure palliative in Italia. Senza di loro la maggior parte degli Hospice e delle équipe di assistenza domiciliare sarebbe costretta a chiudere.