Chiudi

Che cos'è il dolore

Il dolore fisico è dolore dell'anima: l'evoluzione del concetto di dolore ai giorni nostri.
Ascolta la lettura.

Marco Filippini

LA MIA ESPERIENZA
A DIFESA DEL MALATO.

Un sito per contribuire con informazioni, lavori clinici aggiornati, interviste a leader di opinione e le ricerche più recenti al raggiungimento degli standard medi europei in fatto di terapia del dolore, dolore cronico e cure palliative.



Lettura Dolore

Dolore: scoperto il funzionamento di un recettore utile per studiare nuovi farmaci

8 Giu 2015

Dolore: scoperto il funzionamento di un recettore utile per studiare nuovi farmaci

Un gruppo di ricercatori dell’Università della California di San Francisco ha scoperto il funzionamento  del recettore che fa avvertire le sensazioni irritanti. Lo studio è stato recentemente pubblicato su Nature.Il recettore in questione, detto anche recettore wasabi, è una proteina che si trova sulla membrana delle cellule nervose e che si attiva in presenza di particolari agenti esterni – come il wasabi, appunto, o i gas lacrimogeni – ma anche interni, come i segnali che ci fanno sentire dolore in risposta a un danno tissutale o all’infiammazione. Il fatto che sia stato definito meglio il funzionamento di questa proteina potrà aiutare la comprensione dei meccanismi alla base del dolore. E naturalmente queste informazioni potranno rivelarsi preziose per lo sviluppo di nuove molecole analgesiche.La proteina, il cui nome scientifico è TRPA1 (Transient Receptor  Potential Cation Channel sub family member 1), è stata fotografata nei suoi diversi stadi di funzionamento, grazie a un sofisticato microscopio tridimensionale che sfrutta una tecnologia a freddo in grado di bloccare e immortalare le fasi cellulari.In particolare, è stato scoperto che TRPA1 forma dei ‘pori’, detti canali ionici, a livello delle membrane delle cellule nervose.  Questi canali normalmente sono chiusi ma, in risposta ad alcuni segnali chimici, che consentono il passaggio di ioni all’interno delle cellule, scatenano un impulso di ‘allarme’. La struttura chimica di questa proteina recettore, tuttavia, non era del tutto nota prima del lavoro dei ricercatori californiani e questo ha impedito lo sviluppo di un farmaco su ‘misura’, in grado di controllare il funzionamento (apertura-chiusura) dei canali ionici.Da oggi sarà invece possibile studiare molecole in grado di legarsi alla proteina e quindi di bloccare la sensazione di dolore o di irritazione.

Fonte: http://www.ilfarmacistaonline.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=27194