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Marco Filippini

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Cure palliative: per OMS l’Italia è un Paese avanzato, ma c’è ancora tanto da fare

7 Feb 2014

Cure palliative: per OMS l’Italia è un Paese avanzato, ma c’è ancora tanto da fare

Secondo un recente rapporto dell’OMS, l’Italia è un Paese avanzato sul fronte delle cure palliative. In realtà permangono ancora molti nodi problematici e il sistema organizzativo presenta ampi margini di miglioramento. Senza contare il ridotto consumo di farmaci oppioidi, che ancora ci colloca all’ultimo posto in Europa.

Nel mondo sono oltre 40 milioni le persone che necessitano di cure palliative, ma solo una su 10 ha accesso a questo tipo di assistenza. A delineare per la prima volta il quadro aggiornato di questo unmet need è il Global Atlas of Palliative Care at the End of Life, redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) insieme alla Worldwide Palliative Care Alliance (WPCA).

Per quanto riguarda la situazione di casa nostra, nonostante l’atlante dell’OMS inserisca l’Italia tra i Paesi che hanno un sistema avanzato di cure palliative, la situazione non è così rosea. Per citare solo alcuni dati dell’ultimo rapporto Agenas, quasi il 40% delle Unità di Cure Palliative domiciliari non opera secondo i criteri minimi e il 17% della popolazione, soprattutto del Centro Sud, risiede in una provincia in cui non è presente alcun servizio domiciliare dedicato.

A questo si aggiunge lo storico ritardo dell’Italia nell’impiego di oppioidi, farmaci fondamentali per lenire la sofferenza inutile e accompagnare i pazienti terminali dignitosamente fino alla fine della vita. Il consumo di morfina è ritenuto dall’OMS l’indice di civiltà di un Paese, perché costituisce un buon indicatore degli interventi che quel Paese attua per la riduzione e il controllo del dolore. Nonostante la lenta crescita degli ultimi anni, l’Italia continua a rappresentare il fanalino di coda in Europa nell’impiego di questi medicinali.

Anche la Federazione Cure Palliative ha recentemente messo in evidenza la permanenza di diverse lacune. Ogni anno circa 250 mila persone muoiono a causa di patologie che, nella fase terminale, sono spesso caratterizzate da dolore, tra cui diverse forme di cancro. Eppure, solo il 37% dei malati inguaribili ha avuto accesso alle cure palliative. Considerando il solo Nord Italia, il 60.2% dei decessi per tumore avviene negli ospedali per acuti e si stima che circa il 50% dei decessi per tumore negli ospedali avvenga nei reparti di Medicina. Il modello di organizzazione territoriale delle cure palliative è quindi ampiamente migliorabile.

Fonte: Il Farmacista Online