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Marco Filippini

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Cure palliative: il 47,5% delle Ucp soddisfa tutti i parametri, ma permangono ritardi in molte aree del Paese

16 Apr 2015

Cure palliative: il 47,5% delle Ucp soddisfa tutti i parametri, ma permangono ritardi in molte aree del Paese

L’Osservatorio per le buone pratiche nelle Cure Palliative dell’Agenas ha recentemente presentato i risultati di un monitoraggio svolto con l’obiettivo di verificare l’effettivo sviluppo delle reti di cure palliative e il relativo processo di accreditamento sul territorio nazionale. In particolare, il rapporto si è proposto di rilevare il possesso degli standard strutturali qualitativi e quantitativi previsti dalla Legge 38/2010 e dai successivi provvedimenti attuativi.L ’indagine ha coinvolto tutte le Regioni e le Province Autonome, per un totale di 118 Unità di cure palliative (Ucp) corrispondenti a 185 équipe.  Dai dati è emerso come solo il 47,5% (56) delle Ucp censite sia in grado di soddisfare i criteri essenziali di carattere normativo previsti, riguardanti la certificazione e il calcolo dei dati di attività, gli accessi settimanali e la soglia di numerosità dei malati oncologici assistiti deceduti.  Le 56 strutture selezionate sono state successivamente sottoposte a 14 indicatori per valutarne le buone pratiche: presenza della rete locale di cure palliative; assistenza h24 e 7 giorni su 7; assistenza di base; assistenza specialistica; sostegno psicologico; colloquio strutturato con i familiari; formazione permanente del personale; tempistica presa in carico malati oncologici deceduti; fornitura farmaci a domicilio; numero di malati oncologici assistiti per anno; numero posti letto domiciliari equivalenti; supporto di Organizzazioni non profit; coefficiente intensità assistenziale; percentuale malati oncologici deceduti a domicilio. I parametri soddisfatti con maggiore frequenza sono stati: colloquio familiare strutturato (100%); assistenza specialistica (98,2%) e formazione Ecm (96,4%); supporto psicologico (92,9%). Tra quelli più difficili da soddisfare si collocano: decessi a domicilio (50%) e coefficiente di intensità assistenziale medio (44,6%). Il rapporto ha evidenziato, inoltre, una disparità territoriale nella collocazione delle 56 Ucp ammesse, che risultano assenti su tutto l’arco alpino, la Sardegna, gran parte della dorsale adriatica del centro e di quella tirrenica del centro-nord.

Fonte: http://www.ilfarmacistaonline.it/studi-e-rapporti/articolo.php?articolo_id=26855